Kommunalka è russo e vuol dire “appartamenti comuni”. Le nostre case popolari ma con un concetto totale di condivisione di spazi e oggetti, letteralmente divisi (cucina in comune, bagni in comune, eccetera) tra i vari inquilini che abitano questi grandi palazzoni sovietici, frutto di una politica russa radicalmente comunista.
Per me Kommunalka vuol dire, in particolare, una straordinaria serie di scatti fotografici firmati Françoise Huguier, reporter francese dallo sguardo votato alla bellezza malinconica del quotidiano, per anni inquilina di uno dei kommunalka che, ancora oggi, popolano gli spazi di San Pietroburgo:
"I primissimi giorni in appartamenti comuni a San Pietroburgo sono stati per me di totale imbarazzo. Ho capito subito che avrei dovuto soggiornarvi diverse volte ed avere un approccio dall’interno per arrivare al cuore di questi ambienti bizzarri e isolati. Nel corso degli anni ho fotografato il luogo e la vita quotidiana degli abitanti, soprattutto di Natacha, che ha regolato il ritmo delle mie visite”.
Il Festival della Fotografia Europea ha portato l’intera serie Kommunalka a Reggio Emilia, allestendola all’interno di un vecchio condominio in disuso. L’effetto era strabiliante: le donne, i bambini, gli abitanti e gli spazi delle case comuni russe erano lì, reali come veri fantasmi. La fotografa ha detto che “nessun allestimento era mai stato fatto così bene (sic.)”. Dal suo reportage fotografico un film e qui uno sguardo a dei kommunalka da un altro punto di vista, quello dei ricordi.

Kommunalka è russo e vuol dire “appartamenti comuni”. Le nostre case popolari ma con un concetto totale di condivisione di spazi e oggetti, letteralmente divisi (cucina in comune, bagni in comune, eccetera) tra i vari inquilini che abitano questi grandi palazzoni sovietici, frutto di una politica russa radicalmente comunista.

Per me Kommunalka vuol dire, in particolare, una straordinaria serie di scatti fotografici firmati Françoise Huguier, reporter francese dallo sguardo votato alla bellezza malinconica del quotidiano, per anni inquilina di uno dei kommunalka che, ancora oggi, popolano gli spazi di San Pietroburgo:

"I primissimi giorni in appartamenti comuni a San Pietroburgo sono stati per me di totale imbarazzo. Ho capito subito che avrei dovuto soggiornarvi diverse volte ed avere un approccio dall’interno per arrivare al cuore di questi ambienti bizzarri e isolati. Nel corso degli anni ho fotografato il luogo e la vita quotidiana degli abitanti, soprattutto di Natacha, che ha regolato il ritmo delle mie visite”.

Il Festival della Fotografia Europea ha portato l’intera serie Kommunalka a Reggio Emilia, allestendola all’interno di un vecchio condominio in disuso. L’effetto era strabiliante: le donne, i bambini, gli abitanti e gli spazi delle case comuni russe erano lì, reali come veri fantasmi. La fotografa ha detto che “nessun allestimento era mai stato fatto così bene (sic.)”. Dal suo reportage fotografico un film e qui uno sguardo a dei kommunalka da un altro punto di vista, quello dei ricordi.